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2018-01-20 22:07

Via libera di Montecitorio alle proposte della Commissione Ue sul mercato dell'energia

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il 2 agosto, la commissione attività produttive della Camera ha approvato quattro risoluzioni in merito ad altrettante iniziative della Commissione Ue, relative al mercato dell’energia:

proposta di regolamento sul mercato interno dell'energia elettrica;

proposta di regolamento sulla preparazione ai rischi nel settore dell'energia elettrica e che abroga la direttiva 2005/89/CE;

proposta di regolamento che istituisce un'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia ;

proposta di direttiva relativa a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica:

Le misure proposte dalla Commissione Ue prevedono, nel loro insieme, interventi in materia di nuovo assetto dei sistemi elettrici al fine di garantire, con l'integrazione delle fonti rinnovabili nel sistema di rete, il passaggio da un sistema basato su grandi impianti di produzione a un sistema in cui operano numerosi piccoli impianti di generazione decentrati e connessi direttamente alla rete di distribuzione e la partecipazione attiva dei consumatori/auto-produttori (sia civili che industriali), nonché di aggregatori di consumatori.

Nelle intenzioni della Commissione europea, le misure proposte dovrebbero contribuire a garantire la libera circolazione dell'energia elettrica in base alle necessità effettive, tramite segnali di prezzo non falsati, e la progressiva decarbonizzazione del sistema energetico.

Come evidenziato dalla commissione attività produttive della Camera, uno dei punti chiave delle proposte è rappresentato dal rafforzamento del mercato interno dell'energia tramite la partecipazione attiva dei consumatori. In particolare, la Commissione europea intende promuovere l'autoconsumo di energie rinnovabili. Negli ultimi anni, infatti, grazie allo sviluppo tecnologico e all'innovazione guidata dalle politiche europee e nazionali, si è assistito alla realizzazione di efficaci tecnologie legate alle energie rinnovabili. Attualmente, tuttavia, l'autoproduzione di energia elettrica continua ad essere ostacolata proprio da una mancanza di norme comuni per i cosiddetti prosumers.

Inoltre, si afferma nella premessa generale alle quattro risoluzioni approvate dalla commissione di Montecitorio, l'autoconsumo può contribuire a ridurre le perdite della rete in quanto l'energia elettrica prodotta e consumata localmente può concorrere a mobilitare gli investimenti privati per finanziare la transizione energetica. Il modello emergente di autoconsumo apre anche nuove opportunità alle piccole e medie imprese, che si confrontano con prezzi elevati dell'energia. Secondo le stime della Commissione europea, i consumatori commerciali (Pmi, uffici, magazzini) possono ottenere elevate percentuali di autoconsumo (tra il 50% e l'80% dell'energia totale necessaria).

Quindi, secondo la Commissione Ue, esiste un importante potenziale per la produzione di energia da fonti rinnovabili, che va promosso attraverso strumenti finanziari che rendano ampiamente accessibile l'autoproduzione di energia anche ai consumatori più vulnerabili. Allo stato attuale, però, mancano anche quadri giuridici atti a consentire lo svolgimento delle attività delle comunità energetiche locali, che possono rappresentare un modo efficiente per gestire l'energia a livello di comunità, consumando direttamente l'energia elettrica prodotta o destinandola al teleriscaldamento-raffreddamento, con o senza connessione ai sistemi di distribuzione.

Dal Parlamento europeo, però, arrivano osservazioni e proposte emendative ben più sostanziose. Il relatore del provvedimento alla commissione industria, ricerca ed energia, Krisjanis Karins, ha presentato un progetto di risoluzione, in cui si osserva che “le energie rinnovabili (spesso ottenute dal vento o dal sole) hanno introdotto un ampio grado di intermittenza nel sistema, che si è dovuto adattare per diventare più flessibile, pur garantendo nel contempo la sicurezza dell'approvvigionamento ai consumatori. Gli obiettivi in materia di clima hanno promosso diverse sovvenzioni e regimi di sostegno, che, combinati con una cooperazione transfrontaliera incompleta tra gli Stati membri dell'Unione, si sono tradotti in una sovraccapacità di generazione a livello dell'UE. In molti Stati membri, i prezzi regolamentati, unitamente ai regimi di sostegno disgiunti, stanno inviando segnali sbagliati agli investimenti. Per affrontare tali sfide e promuovere la decarbonizzazione, il relatore ha adottato un approccio che mette il mercato al primo posto, il che significa creare una reale parità di condizioni per tutti i partecipanti al mercato. Ciò implica l'abbandono delle sovvenzioni che creano distorsioni del mercato, siano esse a favore dei combustibili fossili, dell'energia nucleare o delle fonti energetiche rinnovabili. Regole eque significano una concorrenza equa nel mercato. Un mercato dell'energia elettrica equo comporterà sia il conseguimento degli obiettivi in materia di clima sia prezzi più bassi e competitivi per i consumatori, garantendo nel contempo la sicurezza dell'approvvigionamento senza investimenti eccessivi”.

La relazione afferma anche che “un principio fondamentale di qualsiasi mercato è la libera mobilità dei prezzi. Pertanto, la soppressione dei tetti massimi sui prezzi costituisce un elemento essenziale e dovrebbe verificarsi quanto prima. I meccanismi di regolazione della capacità sono sovvenzioni che hanno poco o nessun senso quando vi è sovraccapacità nell'Unione. Il relatore ritiene che debbano essere applicati solo in ultima istanza”.

Inoltre, afferma la relazione, “la parità di condizioni per tutti è l'elemento chiave per garantire che i prezzi si basino sulla concorrenza. L'attuale sostegno ad alcuni produttori sotto forma di dispacciamento prioritario e deroga alla responsabilità del bilanciamento crea una distorsione della concorrenza. Il relatore ritiene che, affinché il mercato funzioni, ciascuno debba essere finanziariamente responsabile degli squilibri che apporta al sistema. Tale approccio fornisce il giusto incentivo a mantenere il sistema in equilibrio e garantisce l'opportuno livello di sicurezza dell'approvvigionamento, riducendo la necessità di meccanismi di regolazione della capacità”.

Infine, per quanto riguarda il fronte del consumatore, il relatore della commissione industria ed energia del Parlamento europeo osserva che “oggi la tecnologia consente a nuovi attori di divenire attivi sul mercato dell'energia elettrica. Pertanto l'assetto del mercato deve consentire e agevolare l'inclusione di quanti possono e vogliono parteciparvi, che ciò avvenga attraverso l'autoproduzione, lo stoccaggio e la gestione della domanda. L'eliminazione degli ostacoli del mercato implica un maggior numero di attori sul mercato stesso e una maggiore scelta per i consumatori. Il relatore suggerisce inoltre modifiche alla proposta, al fine di garantire che il consumatore possa prendere decisioni ben informate e passare da un fornitore all'altro in breve tempo”.