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2017-08-20 10:16

Il Parlamento europeo chiede nuovi standard contro l’obsolescenza programmata dei prodotti

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il Parlamento europeo ha approvato con 662 voti favorevoli, 32 contrari e 2 astensioni, una risoluzione non legislativa, chiedendo che i prodotti sul mercato siano più resistenti, anche grazie a degli standard prefissati in collaborazione con le organizzazioni europee di normalizzazione, e in cui propongono alcune misure per contrastare la cosiddetta obsolescenza programmata dei prodotti, cioè la costruzione ad hoc di difetti, difficilmente dimostrabili, in un dispositivo in modo che questo si rompa entro un certo periodo di tempo.

Il Parlamento europeo invita la Commissione Ue a considerare un’etichetta europea volontaria che indichi, in particolare: la durabilità, la progettazione ecocompatibile, le possibilità di modulazione dei componenti per accompagnare il progresso del prodotto e la riparabilità.

Tra le misure proposte nella risoluzione vi sono:

  • l’introduzione di un “criterio di resistenza minima” per ciascuna categoria di prodotti fin dalla fase di progettazione, con la possibile inclusione sull’etichetta della dicitura “durata del prodotto prevista: xx anni”;
  • garanzia estesa se la riparazione dura più di un mese;
  • misure nazionali per promuovere prodotti durevoli, di elevata qualità e riparabili, incoraggiando la riparazione e la vendita di seconda mano - questo potrebbe anche aiutare la creazione di posti di lavoro e ridurre i rifiuti;
  • componenti essenziali come batterie e LED non dovrebbero essere istallati nei prodotti, tranne per ragioni di sicurezza, per facilitarne la sostituzione;
  • pezzi di ricambio essenziali per il corretto e sicuro funzionamento dei prodotti dovrebbero essere disponibili “ad un prezzo commisurato alla natura e alla durata di vita del prodotto”, e
  • una definizione a livello di Ue di “obsolescenza programmata” e un sistema in grado di testare e rilevare l'obsolescenza incorporata nei prodotti, insieme con “adeguate misure dissuasive per i produttori”.