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2017-10-20 12:45

Riduzione delle emissioni non ETS, il Parlamento europeo conferma per l’Italia il 33% al 2030

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il Parlamento europeo ha approvato con 534 voti favorevoli, 88 contrari e 56 astensioni, una relazione legislativa sulla proposta di regolamento della Commissione Ue relativa alle riduzioni annuali vincolanti delle emissioni di gas a effetto serra a carico degli Stati membri nel periodo 2021-2030, proponendo varie modifiche al testo proposto dalla Commissione.

La proposta della Commissione Ue stabilisce gli obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, derivanti dai settori economici non rientranti nel sistema di scambio di quote di emissione (Emissions Trading Scheme – ETS), per il periodo 2021-2030. Per l’Italia, la Commissione Ue prevede un obiettivo vincolante di riduzione del 33% al 2030, rispetto al livello del 2005, confermato dal Parlamento europeo.

Questo obiettivo vincolante era stato criticato dalla commissione sulle politiche dell’Ue del Senato e dal ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, durante il Consiglio dei ministri Ue dell'Ambiente dell’ottobre 2016, perché comporta oneri e costi sproporzionati, in confronto con la media europea, non sufficientemente mitigati dai meccanismi di flessibilità previsti dalla proposta.

Secondo il Parlamento europeo, la riduzione delle emissioni assegnata ad ogni Stato dovrebbe essere calcolata a partire dal 2018, anziché dal 2020, come proposto dalla Commissione Ue, al fine di evitare un aumento delle emissioni nei primi anni o un rinvio delle riduzioni.

La relazione del Parlamento europeo modifica la proposta inziale della Commissione, per poter premiare gli Stati membri con un Pil pro-capite inferiore alla media Ue che hanno adottato o adotteranno prima del 2020 le misure necessarie, con una maggiore flessibilità durante la parte successiva del programma di riduzione.

Per aiutare gli Stati membri a raggiungere i loro obiettivi, il regolamento consente loro di "prendere in prestito" fino al 10% dell'indennità dell'anno successivo, riducendo così quella dell’anno in corso.

Il testo approvato dal Parlamento europeo rappresenta il mandato per iniziare i negoziati con il Consiglio europeo, che inizieranno quando anche quest’ultimo avrà espresso la propria posizione.

Il sistema ETS riguarda i settori industriali energivori come il termoelettrico, la raffinazione, la produzione di cemento, di acciaio, di carta, di ceramica, di vetro. Tuttavia, oltre il 55 per cento delle emissioni totali dell’Ue proviene dai settori non-ETS, in cui rientrano trasporti, edilizia, servizi, agricoltura, rifiuti e piccoli impianti industriali.