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2018-01-23 10:41

L’Aula di Montecitorio interviene su energia e aree protette

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Nel corso dell’esame della proposta di legge sulle aree protette, già approvata dal Senato, l’Aula di Montecitorio ha approvato alcuni emendamenti al testo approvato dalla commissione ambiente della Camera, concernenti le attività energetiche. Gli emendamenti si riferiscono agli articoli 5 e 8 del testo in discussione.

In commissione, infatti, è stato approvato un emendamento all’art. 8, che prevede il versamento di una somma una tantum da parte dei concessionari di varie opere, in particolare energetiche, collocate all’interno delle aree protette. In tre casi, questi versamenti una tantum, “a titolo di concorso alle spese per il recupero ambientale e della naturalità”, riguardano impianti già esistenti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

In Aula, è stato approvato un emendamento a prima firma Pastorelli (Misto Psi-Pli), con cui si stabilisce che queste disposizioni “non si applicano agli impianti di produzione energetiche di proprietà dei Comuni del Parco e alle società da essi controllate, alle Amministrazioni Separate di Usi Civici (ASUC), nonché alle cooperative il cui statuto consente l'adesione a tutti i cittadini residenti nei territori interessati, in quanto titolari di concessioni, autorizzazioni o impianti di cui ai medesimi commi”

Con un emendamento di Castiello (Lega Nord) è stata accolta una condizione posta dalla commissione attività produttive e sono state soppresse le parole “in sede di prima applicazione”, in quanto antitetiche alla previsione di un pagamento una tantum.

Con due identici emendamenti di Bargero (Pd) e Castiello (Lega Nord) è stata accolta un’altra condizione posta dalla commissione attività produttive è cioè la soppressione delle parole che prevedevano il pagamento dell’una tantum anche nel caso di concessioni di derivazione d'acqua aventi le opere di presa i cui effetti ricadevano nelle aree protette, senza essere all’interno di esse.

L’Aula ha approvato anche un emendamento della commissione ambiente all’art.5, presentato su impulso della Ragioneria dello Stato, in merito al divieto di prospezione, ricerca, estrazione e sfruttamento di idrocarburi liquidi e gassosi, introdotto nel corso dell'esame dalla commissione ambiente. L’emendamento dell’Aula stabilisce che vengono “fatte salve le attività estrattive in corso e quelle ad esse strettamente conseguenti”. Per la Ragioneria, un divieto totale avrebbe comportato minori entrate per lo Stato a causa della riduzione delle royalties.