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2017-08-21 02:45

I ministri Calenda e Galletti presentano la proposta di nuova Strategia Energetica Nazionale

QUEL CHE C’È DA SAPERE

I ministri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente, Carlo Calenda e Gian Luca Galletti, hanno presentato alle commissioni sviluppo economico e ambiente della Camera la proposta di nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN), nel corso di un’audizione, durante la quale hanno presentato un documento di sintesi, avvertendo che, viste le innumerevoli variabili dello scenario energetico e la loro imprevedibilità, la SEN deve essere flessibile ai cambiamenti di scenario

Gli obiettivi della proposta, coerenti con il piano dell'Unione dell'Energia, si muovono su tre settori:

  • Competitività - Ridurre il gap di prezzo dell'energia allineandosi a prezzi Ue, in un contesto di prezzi internazionali crescenti
  • Ambiente - Raggiungere obiettivi ambientali Clima-Energia, in linea con gli obiettivi COP21
  • Sicurezza - Migliorare la sicurezza di approvvigionamento e la flessibilità del sistema.

 

Efficienza energetica

L'Italia ha registrato dal 2000 un'intensità energetica inferiore alla media Ue, a Francia e Germania. L'obiettivo al 2030 richiede circa 9 Mtep di riduzione dei consumi, da focalizzare su residenziale e trasporti. Secondo i due ministri, ad eccezione di quello industriale, i settori da potenziare risultano oggi poco presidiati o presidiati con strumenti costosi:

  • il residenziale è presidiato ma con strumenti costosi, come le detrazioni fiscali;
  • i trasporti sono poco presidiati;
  • il terziario è presidiato, ma con strumenti costosi, come il conto termico;
  • l’industria è presidiata con strumenti efficaci ed efficienti, come i Certificati Bianchi.

È quindi necessario un progressivo riallineamento dei sussidi ambientalmente positivi e negativi. Inoltre, per ogni settore, la proposta di SEN indica possibili azioni aggiuntive specifiche.

Nel settore dell’edilizia, viene proposto di:

• Revisionare il meccanismo delle detrazioni fiscali

• Introdurre il Fondo di garanzia per eco-prestito

• Introdurre il regime obbligatorio di risparmio anche in capo ai venditori di energia

• Introdurre misure specifiche per la riqualificazione edilizia ed efficienza energetica anche nel Social Housing, per prevenire la povertà energetica, che interessa 4.8 milioni di persone.

Nel settore dei trasporti, viene proposto di:

• Rafforzare le misure di mobilità urbana locale, per ridurre traffico urbano e supportare il cambio modale

• Valutare l'introduzione di uno strumento di sovvenzione al rinnovo del parco veicolare e alla promozione del cambio modale, direttamente proporzionale al livello di miglioramento di emissioni ed efficienza energetica.

Nel terziario, viene proposto di:

• Semplificare il processo di acquisto di servizi energetici per la Pubblica amministrazione

• Indirizzare misure per le amministrazioni locali, ad esempio nell'Illuminazione pubblica

• Sperimentare nella Pubblica amministrazione la metodologia di edifici a quasi zero emissioni.

Nel settore dell’industria, viene proposto di:

• Far evolvere il meccanismo dei Certificati Bianchi

• Valorizzare il contributo di innovazione nell'ambito del piano Industria 4.0.

Il documento dei due ministri afferma la necessità di svecchiare il parco veicolare italiano, che oggi conta circa 37 milioni di autoveicoli, di cui il 44% compreso nelle classi tra Euro 0 ed Euro 3, più un altro 31% in classe Euro 4. Nonostante il rinnovamento inerziale del parco, le proiezioni indicano che nel 2030 rimarranno in circolazione circa sette milioni di veicoli pre-Euro 5. Lo svecchiamento del parco veicolare, indica il documento, potrà dare ulteriore impulso allo sviluppo delle rinnovabili nei trasporti.

 

Rinnovabili

Nel settore elettrico viene ritenuta possibile una forte crescita delle rinnovabili, grazie al miglioramento del costo delle tecnologie. Le tecnologie del fotovoltaico e dell’eolico vengono giudicate mature e ormai vicine alla market parity: quindi, vengono previsti bassi incentivi e soprattutto politiche abilitanti.

Per i grandi impianti fotovoltaici centralizzati, viene prevista l’introduzione dal 2020 di contratti a lungo termine, da attribuire mediante meccanismi di gara competitiva. Per piccoli impianti, la promozione dell'autoconsumo.

Per l’eolico, viene prevista la promozione dei nuovi impianti e il repowering di quelli esistenti, tramite la semplificazione dell'iter autorizzativo, con procedure ad-hoc, tenendo conto dell'impatto paesaggistico.

La tecnologia delle bio-energie viene giudicata costosa e ad effetto negativo sulle emissioni. Quindi, si prevede di limitare gli incentivi a impianti di piccola taglia, a supporto dell'economia circolare, incentivando solo le bio-energie da scarti, rifiuti agricoli o cittadini e da prodotti di secondo raccolto.

L’idroelettrico viene giudicato da mantenere e rilanciare, prevedendo una revisione della normativa sui meccanismi d'asta delle concessioni, in modo da selezionare nuovi progetti e rilanciare investimenti. In particolare, si prevedono lo svuotamento e la pulizia degli invasi, e la realizzazione di piccoli sistemi di accumulo.

Le pompe di calore sono ritenute la tecnologia chiave per l'ulteriore sviluppo delle rinnovabili nel riscaldamento e raffrescamento. Al teleriscaldamento viene riconosciuto un ulteriore margine di sviluppo di circa il 30%. Viene previsto un ridimensionamento del ruolo delle biomasse, mentre per il solare termico viene ipotizzato ruolo marginale, a fronte dell'ipotesi di alta penetrazione del fotovoltaico e la limitata disponibilità di superficie utile.

 

Carbone

Attualmente ci sono in esercizio nove centrali a carbone per 8GW di potenza e circa 4.000 addetti, tra diretti e indiretti. Il documento ipotizza tre possibili scenari di uscita dal carbone, con orizzonte il 2025-2030, quantificandone i costi.