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2017-05-23 05:21

Il Parlamento europeo chiede l’eliminazione progressiva dell’utilizzo di oli vegetali che causano deforestazione entro il 2020

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Il 4 aprile, il Parlamento europeo ha approvato con 640 voti favorevoli, 18 contrari e 28 astensioni, una risoluzione sull’olio di palma e il disboscamento delle foreste pluviali, con cui chiede l’introduzione di un sistema di certificazione unico per l’olio di palma che entra nel mercato dell’Ue e l’eliminazione progressiva dell’utilizzo di oli vegetali che causano deforestazione entro il 2020. L’obiettivo è di contrastare l’impatto della produzione non sostenibile dell’olio di palma, che porta alla distruzione di foreste pluviali e al degrado degli habitat, in particolare nel sud-est asiatico.

La risoluzione osserva con preoccupazione che nel 2014 il settore dell'energia è stato responsabile del 60% delle importazioni di olio di palma nell'Ue, di cui il 46% è stato utilizzato come carburante per i trasporti (il sestuplo rispetto al 2010) e il 15% per la generazione di energia elettrica e termica. Questo implica l'uso di circa un milione di ettari di terreni tropicali e per questo la risoluzione invita la Commissione europea ad adottare misure volte a eliminare gradualmente l'uso degli oli vegetali che contribuiscono alla deforestazione, incluso l'olio di palma, quale componente dei biocarburanti, preferibilmente entro il 2020.

Il Parlamento europeo si dichiara consapevole che il semplice divieto o l'eliminazione graduale dell'uso dell'olio di palma può indurre a sostituirlo con oli vegetali tropicali per la produzione di biocarburanti, che verrebbero molto probabilmente coltivati nelle stesse regioni ecologicamente sensibili in cui si coltiva la palma da olio e che rispetto allo stesso olio di palma possono avere un impatto molto più pronunciato sulla biodiversità, sull'utilizzo delle terre e sulle emissioni di gas a effetto serra. Per questo, la risoluzione raccomanda la ricerca e la promozione di alternative più sostenibili per l'utilizzo dei biocarburanti, quali gli oli europei derivati dalla coltivazione interna dei semi di colza e di girasole. Contemporaneamente, la risoluzione invita la Commissione Ue e gli Stati membri a sostenere l'ulteriore sviluppo di biocarburanti di seconda e terza generazione, per ridurre il rischio di cambiamento indiretto di destinazione dei terreni nell'Unione e incentivare la transizione verso i biocarburanti avanzati.

Per quanto riguarda i sistemi di certificazione dell’olio di palma prodotto in modo sostenibile, la risoluzione sottolinea come gli attuali sistemi volontari, quali RSPO, ISPO e MSPO, siano oggetto di critiche, in particolare per quanto riguarda l'aspetto dell'integrità ecologica e sociale. Inoltre, l'esistenza di sistemi differenti crea confusione per i consumatori e quindi l'obiettivo finale dovrebbe essere lo sviluppo di un sistema di certificazione unico, che migliori la visibilità dell'olio di palma sostenibile per i consumatori. Il Parlamento europeo chiede alla Commissione Ue di fare in modo che tale sistema di certificazione unico garantisca che solo l'olio di palma prodotto in modo sostenibile abbia accesso al mercato dell'Unione.

Nel frattempo, bisogna rafforzare la tracciabilità dell'olio di palma importato nell'Ue e la risoluzione chiede alla Commissione europea di valutare la possibilità, fino a quando non verrà applicato il sistema di certificazione unico, di applicare sistemi di dazi doganali differenziati, in modo da rispecchiare più accuratamente i costi reali connessi all'onere ambientale, di valutare l'introduzione e l'applicazione non discriminatoria di barriere tariffarie e non tariffarie basate sull'impronta di carbonio dell'olio di palma, applicando integralmente il principio “chi inquina paga” in relazione alla deforestazione. Contemporaneamente, la risoluzione invita gli Stati membri a introdurre requisiti obbligatori che favoriscano l'olio di palma sostenibile in tutte le procedure nazionali di approvvigionamento pubblico.