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2017-05-23 05:20

La commissione ambiente del Senato denuncia problemi, “anche di notevole entità”, sulle statistiche europee sui rifiuti

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La commissione ambiente del Senato ha approvato una risoluzione sulla relazione triennale della Commissione Ue sulle statistiche sui rifiuti elaborate conformemente al Regolamento n.2150/2002, da cui emergono valutazioni fortemente discordanti sullo stato di queste statistiche e sulla loro qualità.

Secondo la Commissione Ue, “dalla prima trasmissione nel 2006 sono stati compiuti progressi significativi nella compilazione delle statistiche sui rifiuti. La completezza dei dati trasmessi dagli Stati membri è costantemente migliorata. Le statistiche sui rifiuti hanno raggiunto un grado relativamente elevato di comparabilità tra i paesi per la maggior parte delle categorie di rifiuti e dei settori, e si stanno realizzando considerevoli progressi in direzione di una copertura completa dei dati. Nel complesso, la maggior parte dei paesi presenta dati di qualità adeguata. Sono tuttavia necessari ulteriori miglioramenti per contribuire al conseguimento degli obiettivi strategici dell'Ue in materia di ambiente, di politica industriale e di materie prime”.

Ben diversa la valutazione della commissione ambiente del Senato, che ricorda come gli Stati debbano fornire i dati, oltre che in base al Regolamento del 2002, anche in base alle varie direttive sui rifiuti. Il fatto è che questi dati non sono confrontabili, perché elaborati con metodologie diverse. Si tratta di un sistema di doppio reporting, che costituisce un aggravio di lavoro e non garantisce la qualità. Infatti, tutti questi dati “presentano problemi di attendibilità, copertura, accuratezza e comparabilità non trascurabili”. Inoltre, la decisione n. 753, con cui nel 2011 a Commissione Ue ha previsto la possibilità di utilizzare quattro diversi metodi di rendicontazione delle quantità di rifiuti riciclate, “fa sì che i dati trasmessi dagli Stati membri, dal 2008 ad oggi, non siano assolutamente confrontabili”.

La risoluzione della commissione ambiente del Senato evidenzia come i problemi legati al reporting sulle statistiche possono essere “anche di notevole entità”. Ad esempio, recentemente la Commissione Ue ha pubblicato un documento sulle performance di gestione dei rifiuti pericolosi in tutti i paesi dell’Unione europea. Questo report indicava per l’Italia un gap del 66% tra i rifiuti pericolosi prodotti e i rifiuti pericolosi trattati. La spiegazione di questa discrepanza, come spiega ora la relazione triennale della Commissione Ue, dipende dal fatto che l’Eurostat non raccoglie i dati di tutte le operazioni di trattamento effettuate sui rifiuti ma solo quelli delle operazioni di trattamento finale. Tuttavia la stessa metodologia Eurostat conteggia fra i rifiuti prodotti anche i rifiuti che sono prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti, cioè da trattamenti intermedi (cosiddetti «rifiuti secondari»), conteggiando due volte la quantità dei rifiuti prodotti. Inoltre, la metodologia di Eurostat non prende in considerazione gli stoccaggi.

Per consentire una migliore confrontabilità dei dati dei vari paesi, la risoluzione della commissione ambiente del Senato sottolinea la necessità di chiarire e rendere univoche, per tutte le direttive comunitarie, alcune definizioni, quali quelle di «sottoprodotto», «End of waste» e «rifiuto», e di non confondere il concetto di «riutilizzo» (che si svolge su un prodotto) con quello di «preparazione per il riutilizzo» (operazione che si svolge su un rifiuto).