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2017-06-28 03:57

Atlante della fauna e flora marina dell’Adriatico nord-occidentale

RECENSIONE

di: 
Attilio Rinaldi

Un inno alla vita marina dedicato al nostro mare. Un’opera necessaria in quanto poco si è pubblicato e tantomeno divulgato sulle questioni inerenti la sua biodiversità. Il nuovo Atlante esce in edizione aggiornata e arricchita rispetto alla precedente del 2012, da tempo esaurita. Si tratta di un volume di 720 pagine ove vengono rappresentate e descritte 820 specie (455 nella precedente edizione). Uno strumento in grado di accompagnare il lettore in un viaggio alla scoperta di molte specie animali e vegetali che vivono in quella fascia terra-mare compresa tra le lagune, le dune sabbiose e la zona di mare che dalla battigia si spinge verso il largo in acque profonde. Quindi altre specie in altri habitat, organismi che per le loro esigenze e caratteristiche tendono a occupare e a essere più comuni in acque profonde e lontane dalla costa; oppure, al contrario, animali e piante che popolano le lagune, siti con profondità che spesso si riducono a pochi decimetri. Vengono anche trattati aspetti specifici, fenomenologie poco conosciute: le bizzarrie del clima e le loro ripercussioni sugli organismi marini, le migrazioni indotte dai mutamenti climatici, gli effetti sulla fauna marina dei fenomeni di eutrofizzazione, i contatti con animali fastidiosi, alcuni spaccati sugli uccelli marini, sulle lagune, sui delfini, sugli usi del mare e altro ancora. Quindi una qualificata guida alla conoscenza dell’ecosistema marino-costiero e di quegli organismi che possiamo incontrare nello stesso ambiente che frequentiamo in veste di bagnanti, di subacquei e pescatori sportivi.

In occasione della presentazione dell’Atlante, avvenuta sabato 25 febbraio scorso presso il Centro di Ricerche Marine a Cesenatico, il deputato regionale del PD, Gianni Bessi ha dichiarato: "Lo sapevamo gia' ma adesso c'e' la prova scientifica: l'Adriatico e' un mare pulito, al punto che e' diventato negli ultimi anni il piu' pescoso del Mediterraneo. Lo sapevamo gia' noi di Ravenna che conosciamo l'esperienza del Paguro. "Da piu' parti – ha proseguito - sono state spese parole per sostenere la tesi dell'inquinamento del nostro mare, quando la scienza invece ci dimostra che la realta' e' diversa. Credo sia venuto il momento di lasciare da parte le polemiche, soprattutto quelle preconcette, e di capire in che modo trovare strumenti per costruire sull'Adriatico un'economia virtuosa".