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2018-08-18 06:22

Nucleare francese, 400 dossier falsificati e situazione “molto preoccupante”

QUEL CHE C’È DA SAPERE

“La situazione del nucleare in Francia è molto preoccupante”, ha dichiarato in un’intervista esclusiva al quotidiano Le Figaro il presidente dell’Autorità per la sicurezza nucleare francese (ASN), Pierre-Franck Chevet, secondo il quale è necessario “ripensare la sicurezza del nucleare”. Attualmente, dei 58 reattori esistenti in Francia, nove sono fermi per manutenzione ordinaria, mentre dodici sono fermi o stanno per essere fermati per controllare che l’eccesso di carbonio scoperto nell’acciaio non alteri la capacità di resistenza meccanica dei generatori di vapore, il che richiederà, “nel migliore dei casi”, almeno un mese di tempo prima di decidere se dare o meno l’autorizzazione al loro riavvio. L’Edf ha fornito all’ASN un dossier per ogni reattore.

La campagna di controllo straordinaria delle centrali nucleari francesi è stata decisa dopo che in aprile è stato scoperto un eccesso di carbonio nell'acciaio della vasca del reattore di nuova generazione Epr (reattore pressurizzato europeo) in costruzione a Flamanville, in Normandia. “Da allora abbiamo avuto molte altre brutte sorprese”, afferma il presidente di ASN, tra cui l’esistenza di “pratiche inaccettabili fin dall’inizio degli anni ‘60. Quattrocento dossier sono stati censurati presso la fabbrica di Areva a Creusot, dove si costruiscono componenti dei reattori, per nascondere anomalie. I documenti appaiono deliberatamente falsificati”. Dopo questa scoperta, ASN ha chiesto ad Areva una “revisione approfondita delle pratiche del passato. I file di tutti i componenti prodotti dall’impianto Creusot Forge andranno verificati. Areva afferma che per questa revisione occorrerà un anno. Nuove deviazioni potrebbero essere scoperte. I metodi di ispezione dovranno essere modificati, per contrastare pratiche di questo tipo”.

La Francia dipende per il 75% dall’elettricità prodotta dai reattori nucleari e questa situazione di fermi straordinari la costringe ad importare elettricità dall’estero, con ripercussioni sui prezzi, che si faranno sentire anche in Italia e che non sono ancora state ufficialmente quantificate. Secondo quanto scrive Il Sole 24 Ore, il rincaro “potrebbe essere superiore a un miliardo, se l’emergenza elettrica dovesse durare sino a febbraio”.