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2018-10-21 01:37

Audizioni per la riforma della disciplina della bonifica dei siti contaminati

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Le commissioni ambiente e agricoltura della Camera hanno deciso di fare una serie di audizioni, prima di arrivare alla discussione e votazione di una risoluzione che indichi al governo le linee di una riforma organica della disciplina della bonifica dei siti contaminati, che sia in grado di superare le criticità attuali, che rendono spesso problematico il completamento delle attività di bonifica.

La discussione è stata avviata sulla base di una proposta di risoluzione presentata da Paolo Russo (Forza Italia), in cui si sottolinea come l'approvazione di continue revisioni parziali alla normativa nazionale in materia, per lo più attraverso l'approvazione di decreti legge, determini “una frammentarietà della disciplina vigente, ingenerando difficoltà di applicazione da parte degli operatori e disomogeneità di applicazione a livello nazionale”. Inoltre, “l'interpretazione, anche ai fini delle attività d'indagine, delle eventuali misure sanzionatorie e delle eventuali responsabilità, è controversa e complessa al punto tale da registrare frequenti ribaltamenti giurisprudenziali, con provvedimenti di sequestro di aree, inibizioni alla coltivazione o addirittura divieti di commercializzazione dei relativi prodotti agricoli puntualmente sanzionati dalle azioni dei ricorrenti”.

Altro elemento di confusione e sovrapposizione è l'esistenza di due società in house, come stazioni appaltanti e per attività di progettazione, una del ministero dell’Ambiente (Sogesid SpA) e una del ministero dello Sviluppo economico (Invitalia SpA), nonché il fatto che in alcuni siti d’interesse nazionale operano sia il ministero dell’Ambiente, sia commissari di governo, “ingenerando sovrapposizioni di competenze che si traducono in inefficienze complessive”.

Infine, denuncia la proposta di risoluzione che ha dato il via alla discussione, “vi sono siti contaminati che, a causa della difficoltà di individuare i responsabili dell'inquinamento o comunque di contenziosi in atto, costituiscono un pericolo sanitario e che il sindaco, quale massima autorità sanitaria, è individuato come soggetto che deve attivare gli interventi in via sostitutiva ai sensi dell'articolo 250 del decreto legislativo n. 152 del 2006. Nonostante la legge preveda la possibilità che la Regione si sostituisca in caso di impossibilità del comune a disporre la bonifica o la messa in sicurezza dell'area contaminata, i casi sono talmente numerosi che questa situazione spesso non si determina, causando la mancata attuazione degli interventi”.