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2018-04-20 22:44

Mappatura dell’amianto, dopo tredici anni non ci sono ancora i dati completi

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Tredici anni dopo l’emanazione del Decreto ministeriale 101/2003, che ha fissato le regole per la realizzazione di una mappatura delle zone del territorio nazionale interessate dalla presenza di amianto, la situazione è ancora poco conosciuta. Rispondendo alla Camera a un’interrogazione del M5S, il sottosegretario all’Ambiente, Silvia Velo, ha spiegato che sino al 2010 la raccolta dei dati è stata curata dall’Inail, in base a una convenzione con il ministero, e faceva rilevare circa 24.000 siti con presenza di amianto. A partire dal 2014, invece, lo stato delle bonifiche dei siti interessati dalla presenza di amianto e i relativi dati sono raccolti, verificati e pubblicati sul sito del ministero, con l’aggiornamento delle rilevazioni effettuate.

Ora, la mappatura, aggiornata al novembre 2015, fa rilevare oltre 44.000 siti ma anche questa è incompleta. Infatti, il Decreto del 2003 prevede che le Regioni trasmettano i dati sulla presenza di amianto entro il 30 giugno di ogni anno ma sinora sono solo sedici le Regioni che hanno risposto alla richiesta del ministero dell'Ambiente circa l'aggiornamento dei dati relativi alla mappatura per il consuntivo 2014 e 2015. Infatti, a tredici anni dal Decreto c’è ancora “un problema di eterogeneità in ordine alla modalità di rilevamento, anche in presenza delle linee-guida Inail, nonché in merito alla corretta acquisizione delle informazioni relative alla mappatura”.