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2018-12-18 16:37

Inquinamento atmosferico, la maggior parte delle capitali europee non rispetta I limiti indicati dall’Oms

QUEL CHE C’È DA SAPERE

Oltre l’80% delle persone che vivono in aree urbane in cui viene monitorato l’inquinamento atmosferico sono esposte a una qualità dell’aria che eccede i limiti indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Il problema riguarda tutte le regioni del mondo ma il maggior impatto sia ha nelle città con un minor livello di ricchezza. Secondo l’ultimo database dell’Oms sulla qualità dell'aria urbana, che copre tremila città in 103 paesi, il 98% delle città con più di centomila abitanti, in paesi a reddito medio-basso, non soddisfa le linee guida sulla qualità dell'aria dell'Oms. Nei paesi ad alto reddito, questa percentuale scende al 56%.

Tuttavia, se si guardano i dati relativi alle polveri sottili, risulta che la grande maggioranza delle capitali europee supera il limite di 20 µg/m3 (microgrammi per metro cubo) indicato dall’Oms per il PM10: nel 2013, Varsavia e Bucarest hanno fatto registrare il valore più alto (33 µg/m3), Budapest 29, Roma 28, Copenhagen 27, Londra 22. Solo poche capitali hanno rispettato il limite:  Madrid ed Helsinki con 19 µg/m3, Dublino 16, Lisbona e Reykjavik 15, Tallin 14.

Il 30 maggio, i 28 ministri dell’Ue che si occupano di questioni urbane hanno sottoscritto il Patto di Amsterdam, che indica dodici priorità, dall'inquinamento all'immigrazione e ai trasporti sostenibili. In occasione della firma del Patto, l’organizzazione che raggruppa 140 città europee, Eurocities, ha chiesto alla Commissione Ue una legislazione più forte in materia di qualità dell’aria, con meccanismi di flessibilità ridotti al minimo e obiettivi ambiziosi.