Oggi:

2020-09-28 17:53

Plastica biodegradabile, buone intenzioni sbagliate

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La plastica biodegradabile è un falso mito, “è piena di buone intenzioni ma è sbagliata. Tanta plastica etichettata come biodegradabile, come i sacchetti per la spesa, si dissolve soltanto a temperature di 50 gradi, il che non avviene negli oceani”. Molti oggetti, inoltre, “non sono galleggianti, così affondano e non vengono esposti ai raggi UV, che dovrebbero dissolverli”. Lo ha detto al Guardian Jacqueline McGlade, che ha guidato il team di scienziati dell'UNEP che ha redatto il rapporto Marine Plastics Debris and Micropalstics, in cui si sottolinea come il problema della plastica negli oceani sia stato preso in considerazione seriamente solo nell’ultimo decennio, sebbene i primi allarmi su ciò che stava accadendo si trovano in letteratura scientifica sin dai primi anni ’70, a cui, però gran parte della comunità scientifica prestò poca attenzione.

Il rapporto dell’Unep evidenzia la soluzione migliore per il trattamento della plastica sia il riciclaggio e come ciò sia reso più difficile se alla plastica normale viene aggiunta quella biodegradabile, che contiene additivi che possono rendere problematico il riciclaggio ed essere dannosi per l’ambiente.

Secondo il rapporto dell’Unep è necessario ripensare l’utilizzo della plastica, di cui, nel 2014, ne sono state prodotte 300 milioni di tonnellate, che con gli attuali trend diventeranno circa 2.000 milioni nel 2050.