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2018-10-21 01:30

Assenti le Regioni

INQUINAMENTO DA MERCURIO

Si è tenuto il 14 giugno a Roma, con la promozione del Senatore Francesco Scalia, l’incontro pubblico “La strada del mercurio” Gli Amici della Terra hanno denunciato la situazione di grave inquinamento da mercurio documentata nel proprio dossier: “La strada del mercurio, dall’Amiata al Mar Tirreno attraverso il bacino del Paglia-Tevere – Rischi di contaminazione e strategie di intervento” 

Il dossier degli Amici della Terra è stato curato sulla base degli studi realizzati dal Gruppo di Mineralogia Ambientale del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di studi di Firenze ed è stato depositato al Ministero dell’Ambiente attivando, in quanto associazione ambientalista riconosciuta, la procedura di richiesta di intervento urgente per minaccia di grave danno ambientale ai sensi dell’articolo 309 del Dlgs. n. 152/2006 e s.m.i.  (testo unico delle norme in materia di ambiente).

60 tonnellate di mercurio nei sedimenti fluviali del fiume Paglia, 11 kg di mercurio che ogni anno arrivano al Mar Tirreno, concentrazioni elevate di mercurio nei campioni di muscoli dei pesci d’acqua dolce. Oltre il 90% del mercurio ritrovato nei pesci è nella forma metilata, la più pericolosa per la salute umana. Una grande percentuale dei campioni di muscolo di pesce supera le linee guida U.S. EPA 2009 (United States Environment Protection Agency) per il metilmercurio ai fini della sicurezza per il consumo umano. Questi sono alcuni dei dati contenuti nel dossier e documentati dall’attività di ricerca del Dipartimento di Scienza della Terra dell'Università di Firenze dal 2009 a oggi e presentati dal Professor Pilario Costagliola docente di mineralogia.

Nel suo intervento Monica Tommasi, presidente degli Amici della Terra ha dichiarato: “denunciamo una grave situazione di inquinamento da mercurio originata in più di un secolo di estrazione e lavorazione dei minerali di mercurio nel Monte Amiata, uno dei più grandi giacimenti di mercurio di tutto il mondo. Dopo più di 30 anni dalla chiusura delle miniere, gli interventi di bonifica ambientale sono fermi e l’area delle ex miniere di mercurio del Monte Amiata è ancora fortemente colpita dagli effetti ambientali dell’attività mineraria: scarti di lavorazione ricchi di mercurio e mercurio metallico si trovano nei suoli fino a diversi km dagli impianti, finiscono nei torrenti che attraversano l’area, nel fiume Paglia, nei sedimenti fluviali e lacustri, contaminando la biosfera (soprattutto i pesci) prima di finire nel mar Tirreno”.

Gli Amici della Terra chiedono che il Ministero e le Regioni attivino urgentemente una strategia di intervento basata su:

1) avvio delle bonifiche ambientali delle ex miniere di mercurio in Toscana;

2) monitoraggio ambientale mirato sulla contaminazione da mercurio nell’ambiente fluviale e marino interessato (valorizzando il patrimonio conoscitivo già sviluppato dall’Università di Firenze);

3) Azioni di risanamento e/o messa in sicurezza ambientale dell’ambiente fluviale contaminato.

A seguito delle relazioni sono intervenuti i rappresentanti delle istituzioni competenti, in particolare Maurizio Guerra dell’ISPRA, Giorgio Cesari dell’Autorità di Bacino del Tevere, Alessandro Alimonti dell’Istituto Superiore di Sanità, Angelo Massacci del CNR. Salvo l’Arpa Toscana, è stata registrata l’assenza delle amministrazioni regionali di Toscana, Umbria e Lazio. Il Prof. Carlo Maria Medaglia, capo della segreteria tecnica del Ministro Galletti, ha dichiarato: “condividiamo le indicazioni suggerite nel dossier degli Amici della Terra e convocheremo un tavolo con le istituzioni competenti.