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2018-04-20 22:30

Rifiuti in Sicilia, prorogato lo stato di emergenza

QUEL CHE C’È DA SAPERE

La Regione Siciliana ha prorogato fino al 30 settembre 2016 lo stato di emergenza sui rifiuti, scaduto il 31 maggio, che consente di portare i rifiuti nelle discariche, la cui capacità si esaurirà nel giro di nove mesi. Il governo nazionale ha subordinato il consenso a questa proroga al rispetto di determinate condizioni. Per quanto riguarda la raccolta differenziata, nel prossimo semestre dovrà aumentare del 3%. Entro dieci giorni, la Sicilia dovrà fare accordi con altre Regioni, dove inviare i rifiuti per il loro trattamento nei termovalorizzatori.  Poi ci sarà una gara internazionale per lo smaltimento all’estero. Dovranno essere realizzati altri tre impianti per il pre-trattamento meccanico biologico dei rifiuti, oltre all’unico esistente.

Dovranno essere avviate le procedure per la realizzazione di inceneritori in grado di smaltire 700.000 tonnellate di rifiuti l’anno. Ai due impianti previsti dal governo, la giunta siciliana, presieduta da Rosario Crocetta, prima ne ha contrapposti sei e ora cinque di più piccole dimensioni, da 150 tonnellate, “localizzati in zone da cui saranno facilmente raggiungibili da tutti i Comuni che li utilizzeranno. Così abbasseremo i costi di trasporto”.

Lo stato di emergenza rifiuti in Sicilia fu deliberato dal governo il 9 luglio 2010 e il presidente della Regione fu nominato commissario, con il compito principale di predisporre l’adeguamento del piano regionale di gestione dei rifiuti. Impegno disatteso. Il 7 agosto 2015, il governo aveva emesso due diffide nei confronti della regione siciliana. La prima, prevedeva un termine di 60 giorni per l’approvazione del Piano Regionale di gestione e dei rifiuti. La seconda, prevedeva di perimetrare gli ATO per il servizio di gestione integrata dei rifiuti e di ridefinirne la consistenza numerica entro 30 giorni, di istituire e rendere operativi gli enti di governo della ATO entro 120 giorni e adeguare la legislazione regionale vigente in materia di rifiuti entro 60 giorni. Tutti impegni disattesi, senza che il governo abbia adottato i poteri sostitutivi, sino a quest’ultima proroga del 31 maggio.

In Sicilia, la percentuale di raccolta differenziata è scesa dal 13,2% del 2012 al 12,7% del 2015, a fronte di una media nazionale del 42,5%. Il dato peggiore è quello di Palermo, dove la raccolta differenziata è ferma al 7,8 per cento. Non vanno molto meglio Siracusa (7,9%), Messina (10,1%), Enna (10,8%) e Catania (14,1%). Un po’ meglio, ma sempre molto lontane dalla media nazionale, Trapani (24,3%) e Caltanissetta (21,4%).